Incipit
Specializzato dal 1860 nella produzione di tessuti per l’abbigliamento, tra cui cotone, velluti, fustagni e gabardine in un’ampia e completa cartella colori, il Cotonificio Bonomi produce circa 60.000 pezze all’anno, commercializzate in tutt’Europa, Stati Uniti ed Asia
L’attività dei 150 dipendenti è suddivisa in tre location: Furato (Milano) per l’orditura e tessitura, Cardano al Campo (Varese) per lo stoccaggio dei tessuti candeggiati, la tintoria e il finissaggio, il controllo qualità dei tessuti e il laboratorio analisi. mentre la sede amministrativa si trova a Gallarate (Varese).

Dal bisogno alla risposta della tecnologia RFID
L’aspettativa del cotonificio consiste nel migliorare la logistica, ossia la gestione e la movimentazione delle pezze finite: leggere il cartellino pezze in modo pratico, veloce e sicuro attraverso un tool tecnologico in grado di semplificare il passaggio di informazioni, eliminando la carta ed evitando così possibili errori di trascrizione.
La risposta tecnologica inserisce l’RFID a fine linea, nella fase di controllo qualità dei tessuti che si sdoppia in due processi:
♦ un’ispezione meno automatizzata, in cui l’operatore, coadiuvato dall’apposito software, controlla il tessuto e ne elimina gli eventuali difetti, affinché l’impianto possa, al momento del taglio del rotolo finito, calcolare con precisione la qualità finale del tessuto; qui l’etichetta RFID viene stampata in automatico e prima di essere applicata manualmente sul rotolo viene avvicinata al controller RFID Red Wave associando il codice identificativo univoco del tag al codice della pezza prodotta ed ispezionata;
♦ un’ispezione più automatizzata affida all’impianto il controllo, ottimizzazione e taglio della pezza, proponendo diverse soluzioni di taglio: una volta confermata dall’operatore la soluzione di taglio, questa è gestita automaticamente dalla macchina, mentre l’etichettatore provvede in automatico alla stampa dell’etichetta RFID, applicazione sul rotolo e battezzo del tag.


I rotoli di tessuti, prodotti ed identificati con i tag RFID UHF, sono ora pronti per essere spediti al magazzino centrale: qui, grazie all’utilizzo di un RFID mobile computer, il magazziniere li censisce e gestisce in massa al loro ingresso, ottimizzando la fase di carico magazzino.
Avvalendosi della dualità (barcode + RFID) del dispositivo mobile, la soluzione è in grado di tracciare sia le pezze stoccate a magazzino con i classici codici a barre (operazione di lettura sequenziale, ossia rotolo per rotolo) che quelle munite di tag RFID, pronte per la spedizione finale.



Benefici
Abbattimento dei tempi morti nell’acquisizione dei dati delle singole pezze pronte alla spedizione/ricezione: prima dell’RFID le 30 pezze di tessuto contenute in un bancale erano identificate in circa 4 minuti, con frequenti non-letture (quindi fermo operatiovo) dovute alla polvere o allo strato di nylon che avvolge ogni rotolo, mentre con l’RFID la medesima operazione si conclude in pochi secondi (2–3).
E’ poi migliorata anche la gestione giacenze, essendo possibile confrontare la giacenza fisica e quella teorica in modo rapido ed affidabile.
Architettura RFID
L’architettura RFID passiva presso il cotonificio opera in banda UHF, che ben risponde alle richieste di velocità e di identificazione massiva dei tag apposti alle pezze di tessuto.
Nello stabilimento di produzione operano i controller RFID RedWave MRU80-M2I-U sulle linee di verifica manuale, come da immagine qui a lato.
Ad ogni pezza di tessuto è poi apposta una Smart Label RFID UHF EPC standard 18000-6, mentre nel magazzino l’operatore dispone del mobile computer RFID UHF per gestire la movimentazione delle pezze, gli inventari e le ubicazioni.

