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Gestione Biblioteche con RFID

Gestione Biblioteche con RFID

Qual è l’apporto distintivo dell’RFID nello scenario delle biblioteche? Quale l’innovazione di valore introdotta sia nel back che nel front office dall’identificazione e tracciabilità massiva ed automatica? Quali i vantaggi per il patrimonio libraio e per le persone, siano esse bibliotecari o utenti?

 

RFID nel back & front office della biblioteca

Biblioteca di Sarezzo (Brescia)Nello scenario delle biblioteche, le cui peculiarità si possono replicare anche nelle librerie e negli archivi documentali (es. studi di notai ed avvocati), l’RFID apporta benefici in più versanti: nella ricerca di un libro specifico, nell’inventario del patrimonio cartaceo e multimediale, nella corretta identificazione della persona, sia essa operatore o utente, abilitata così a svolgere certe attività anche in modalità self-service, come ad esempio la restituzione o il prelievo di un libro, ed a fruire di servizi in modo innovativo ed interconnesso, oltre all’anti-taccheggio.

Con oltre 13.400 siti capillarmente presenti in Italia (dato al 31 dic. 2014, fonte Anagrafe Italiana Biblioteche, qui info), le Biblioteche si trovano ad affrontare oggi nuove ed impegnative sfide: il pubblico di lettori in calo e multi-etnico, inserito in una società dall’accresciuta componente anziana, spinge la biblioteca contemporanea a divenire non solo luogo statico di consultazione, ma anche officina attiva di incontro e scambio tra culture e generazioni diverse e, in un simile scenario, anche l’innovazione tecnologica contribuisce ad erogare e fruire dei servizi seguendo nuovi paradigmi.

In un simile contesto, ideale è la banda HF (13,56 MHz) dell’RFID passiva, impreziosita negli ultimi anni da ulteriori progressi tecnici e questi prestazionali, tipicamente attesi nell’ambito delle biblioteche.

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In particolare, lo standard ISO18000-3 Mode 3 disciplina i sistemi RFID in banda HF con capacità di rilevazione potenziate in termini di velocità ed anti-collisione, anche quando i tag sono posti uno sopra l’altro (in stack: si pensi ai fascicoli impilati oppure alle lunghe corsie di scaffali con i libri posti uno accanto all’altro): il concetto, ben sintetizzato nell’espressione “high-speed item level tagging”, è rivoluzionario nell’ambiente RFID, avvicinando le prestazioni della banda HF a quelle dell’UHF, tanto da arrivare con un’appropriata configurazione ed architettura di reader ed antenne a rilevare fino a 700 tag al secondo (nella precedente versione ISO18000-3 Mode 1, questa performance RFID giunge fino a 100 tag/secondo!).

Nella concreta fase operativa dei progetti RFID lo standard ISO18000-3 Mode 3 si traduce quindi in vantaggi con un’uniformità worldwide: maggiore affidabilità, grazie al campo di lettura più stabile; rapida identificazione di tag sovrapposti in stack (libri, documenti, pratiche, polizze assicurative, carte da gioco, gettoni, etc…); maggiore velocità di identificazione, anche nel caso di una abbondante popolazione di tag RFID; riduzione del costo dell’etichetta in applicazioni item level tagging. 

Le specificità dell’ambiente bibliotecario hanno ispirato la progettazione e realizzazione di dispositivi mirati, tra cui il Wireless Mobile Blade Reader PRH200: antenna integrata, comunicazione WLAN e Wi-Fi con il PC, compatibilità con l’ISO18000-3M3 per potenziare la velocità di rilevazione tag in anti-collisione, silhouette stretta ed allungata per facilitare la rilevazione di libri, CD e DVD posti sui ripiani più alti e più bassi degli scaffali, senza richiedere sforzi fisici dell’operatore, leggerezza (circa 600g) a beneficio dell’utenza prevalentemente femminile dedicata agli inventari nelle biblioteche, Boost-Mode che, alimentato a 4W, giunge a identificare più facilmente libri, CD e DVD, quindi oggetti sottili anche in metallo posti uno accanto all’altro, sono alcune delle note distintive di questo device.Attenzione è posta anche alla funzione della ricerca automatica dei media, siano essi libri, CD o DVD, facilitata dal parametro dell’UID o al codice individuale di ciascun media (fino a 3 oggetti ricercabili contemporaneamente): impostando questi parametri di ricerca nel PC, i dati vengono poi trasmessi via WLAN al reader RFID che, scorrendo parallelo agli scaffali, emette un segnale visivo ed acustico quando l’oggetto viene trovato.

Tra i più “blasonati” testimonial bibliotecari dell’RFID spicca la Biblioteca Apostolica Vaticana, a cui si riferisce questo video (soluzione completa realizzata dal Partner Seret – Art in Technology)

 

Varco RFID all'ingresso della Biblioteca di Sarezzo

Con il progetto Una Montagna di Informazioni, il Sistema Bibliotecario di Valle Trompia (Brescia) ha ridisegnato la relazione tra le 10 biblioteche del circuito bresciano ed il loro pubblico: grazie anche all’innesto tecnologico dell’RFID, l’ente ha creato servizi bibliotecari innovativi per incentivare la popolazione locale ad usufruirne e favorire l’accesso alle risorse documentarie tradizionali ed elettroniche.

Qui il supporto dell’RFID in banda HF si esprime, in particolare, nella gestione del back-office (inventari e ricerca dei documenti a scaffale con dispositivi RFID mobile), nei servizi di front-office con le postazioni di auto-prestito (self-check), equipaggiate con equipaggiate con Mid Range Reader MR102 collegato alla Pad Antenna, e nella funzione di anti-taccheggio, grazie all’installazione dei varchi RFID in prossimità delle uscite delle biblioteche.

Tra i benefici applicativi dell’RFID vissuti dalle biblioteche valtriumpline, spicca la rilevazione automatica delle presenze dei lettori, generando così utili dati per fini statistici, come il tasso di frequentazione, prima calcolato con una rilevazione a campione e quindi con un alto tasso di approssimazione.

Per conoscere la storia completa dell’RFID nel Sistema Bibliotecario di Valle Trompia, clicca qui.

L’Università degli Studi di Fisciano (Salerno) affida all’RFID la funzione di anti-taccheggio grazie ai Clear Gate RFID HF 3D, mentre i Mid Range Reader MR102 collegati alle Pad-Antenne facilitano le operazioni del prestito assistito dei libri agli studenti (soluzione completa realizzata dal Partner Seret – Art in Technology). 

In una visione più ampia, che abbraccia la gestione dei documenti (fascicoli, dossier, contenitori, DVD etc.), si inserisce il caso di GSE, il Gestore dei Servizi Energetici: applicando un tag RFID in banda UHF alle oltre 130.000 pratiche annue di riconoscimento delle tariffe incentivanti per impianti fotovoltaici, l’ente romano traccia l’intero ciclo di vita dei fascicoli, dalla loro creazione all’archiviazione, passando attraverso la movimentazione tra le varie sedi e magazzini.

L’identificazione hand-free e massiva delle pratiche in ingresso ed uscita dalle sedi è affidata al gate, equipaggiato con il Long Range Reader LRU3500 collegato a 4 antenne UHF 270×270, mentre la precedente operazione di assegnare il codice identificativo di ogni tag ad un preciso fascicolo avviene grazie al Desktop Reader RedWave UHF, disponibili anche con connessione USB al PB.  Completa la soluzione, realizzata dal Partner Maestrale, la funzione di ricerca di una precisa pratica negli archivi tramite il Mobile Computer Nordic ID Merlin Cross Dipole.

Per conoscere la storia completa dell’RFID in GSE, clicca qui