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RFID nella Sanità

RFID nella sanità

RFID nella sanitàDalla tracciabilità di persone ed oggetti, quali i plus distintivi e funzionali dell’RFID nella sanità, esteso anche a quello ospedaliero e del pharma?

Molteplici gli scenari applicativi dell’RFID nel comparto sanitario: lungo la filiera del farmaco per garantire sicurezza del prodotto e anticontraffazione; gestione del magazzino farmaci per disporre di informazioni dinamiche ed in tempo reale, pianificare gli acquisti ed evitare così riduzioni di scorte e out-of-stock, eliminare i prodotti scaduti; tracciare gli strumenti chirurgici, provette, materiale biologico (es. sacche di sangue), dove l’RFID è spesso collegata a sensori di temperatura, ed asset tracking soprattutto nei contesti ospedalieri; verificare il corretto accoppiamento delle componenti ai medical device; identificazione certa e corretta del paziente, associato alla relativa cura farmacologica, il tutto finalizzato all’eliminazione dell’errore umano e all’ottimizzazione economica di questi flussi operativi e logistici.


RFID nella sanità – Approfondimenti

Testimonial RFID nella sanità

  • Case History USLL10 Veneto Orientale USLL 10 Veneto Orientale: RFID per tracciare le provette I laboratori d’analisi gestiscono con l’RFID lo spostamento del materiale biologico tra le sedi di San Donà e Portogruaro, fondendo così l’oculata gestione sanitaria (riduzione dei costi) alla maggior sicurezza e cura della salute del paziente… ...continua...

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RFID nella sanità - Applicazioni rilevanti

In numerose strutture sanitarie si sta sperimentando questa tecnologia. In particolare presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano si sta portando avanti la sperimentazione per quanto riguarda le cure domiciliari a malati terminali, prestate in genere da strutture di volontariato non direttamente riconducibili all’ospedale. È importante, in questo caso, controllare la correttezza della loro erogazione e l’identità delle persone che operano. Ciò si realizza grazie a un tag Rfid posizionato sulla cartella clinica di cui ogni paziente è dotato. Sempre in questo ospedale è stata utilizzata la tecnologia Rfid per il controllo della manutenzione delle apparecchiature elettromedicali mentre è allo studio l’utilizzo dei tag per la tracciabilità del processo delle trasfusioni e per la gestione degli accessi nei laboratori.

Il progetto sviluppato presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale San Raffaele di Milano è mirato invece alla riduzione del rischio clinico legato al processo di autotrasfusione. Il progetto prevede una fase iniziale di sperimentazione sui processi di autotrasfusione per identificare il sangue prelevato ai pazienti prima degli interventi chirurgici e destinato ad essere trasfuso ai pazienti stessi in caso di necessità nel corso dell’operazione o nel periodo post operatorio. Al fine di correlare le sacche di sangue ai rispettivi pazienti, prima del prelievo viene applicato al polso del paziente un transponder Radio Frequency, che contiene i suoi dati identificativi personali crittografati con sistema di crittografia assimmetrica e una sua foto, e, dopo il prelievo, vengono applicate delle etichette identificative (Tag) alle sacche di sangue.

Anche il progetto Tracciabilità trasfusionale con RFID è nato con l’obiettivo di gestire il processo trasfusionale. Il progetto è un esempio concreto di successo di applicazione della tecnologia RFId in ambito sanitario, per il controllo e il monitoraggio della filiera trasfusionale ed è stato testato presso il Reparto Trapianto Midollo Osseo (TMO) della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il progetto ha avuto come obiettivo di partenza una maggiore efficienza ed affidabilità nella tracciabilità della filiera trasfusionale, dalla selezione della sacca di sangue fino alla conclusione della trasfusione stessa, contribuendo così a migliorare la sicurezza clinica del paziente. In particolare sono stati reingegnerizzati il processo trasfusionale e gli scambi informativi tra i vari attori coinvolti.

La soluzione adottata consente oggi di identificare in modo univoco sia il paziente, tramite l’adozione di un braccialetto RFId, sia ogni sacca di sangue grazie all’applicazione di etichette RFId. L’utilizzo di palmari permette, inoltre, di verificare i dati anagrafici e accedere a informazioni dettagliate di supporto alle decisioni del personale medico, garantendo maggiore tempestività di intervento e congruenza con i dati rilevati. Alla luce dell’esperienza maturata e del riscontro positivo ottenuto in questa realtà, il management della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha previsto l’ampliamento del progetto anche verso l’etichettatura delle provette per i prelievi di campioni ematici, nonché l’estensione dell’esperienza acquisita anche ad altri campi applicativi come la tracciabilità informatizzata di farmaci oncologici e reperti di anatomia patologica.

 

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